Corso Sub Open Water Diver

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Il corso OWD Open water diver abilita alle immersioni con autorespiratore in mare aperto fino alla profonditAi?? massima di 18 metri sempre insieme a un compagno.

Equipaggiamento ABC
L’attrezzatura base per l’attivitAi?? subacquea ABC. Maschera, pinne, boccaglio o snorckel, muta. La maschera puA? avere base in silicone o neoprene, piA? fragile. Il vetro puA? essere unico o in due pezzi. Sulla maschera deve essere riportata la scritta CE T(Temperato). Le pinne devono essere di lunghezza media e semirigide, meglio se del tipo con cinghia sganciabile. Il boccaglio deve permettere una buona respirazione.
La muta deve essere da 5mm per le zone fredde e da 3mm per quelle molto calde. Esistono mute umide, semistagne e stagne. L’aggiunta di una sottomuta da 3mm aumentano il comfort e l’isolamento.

La maschera si appanna
La maschera tende di frequente ad appannarsi per il grasso che vi A? depositato sopra. Per evitare questo spiacevole inconveniente esistono spray antiappananti oppure basta sputare sulle lenti, strofinare col dito e sciacquare. Se la maschera non la indossate subito lasciate un po’ d’acqua all’interno per evitare che si depositi altro grasso. Se togliete la maschera non la appoggiate sulla testa nei capelli, ma tenetela al collo a mo’ di san bernardo.

Svuotare la maschera
Una delle operazioni da imparare A? lo svuotamento della maschera casomai dovesse entrarvi un po’ d’acqua. Basta sollevare leggermente la parte bassa della maschera soffiando di continuo col naso e compiendo un movimento con la testa di guardare in alto. Una volta imparata bene questa operazione potrete togliere la maschera sott’acqua e rimetterla senza alcun problema.

Svuotare il boccaglio dall’acqua
Quando vi immergete col boccaglio in bocca vi entra dell’acqua. Una volta tornati in superficie basta soffiare con la bocca per far uscire l’acqua presente nel boccaglio. Eventualmente si puA? porre una mano sopra al boccaglio per evitare di buttare l’acqua in faccia a qualche bagnante.

Abituarsi a non respirare dal naso
Un esercizio da fare A? abituarsi a non respirare dal naso. In pratica ci si toglie la maschera, ci si immerge di poco, si tiene il boccaglio e si respira dalla bocca. Utile ad esempio se entra acqua nella maschera.

Immergersi
Un metodo rapido per immergersi senza disperdere energie A? buttare fuori l’aria e assumere una posizione verticale o in piedi o a testa in giA?.

Compensazione
La compensazione va effettuata di frequente entro i primi otto metri. Oltre i 15 metri non si deve compensare spesso. Quando si sente pressione alle orecchie si deve compensare. Per compensare si deve simulare come se ci si soffiasse il naso. Per compensare l’aria all’interno della maschera si deve invece mandare aria fuori dal naso, questo va fatto quando si sente la maschera troppo aderente al viso. Se si ha il raffreddore o le orecchie ostruite dal cerume potrebbe risultare difficile compensare. Prima di immergersi soffiarsi bene il naso anche con risciacquo con acqua marina, se non si riesce a compensare l’immersione va rimandata.

La pinneggiata
Deve essere lenta e robusta, ampia. Il ritmo respiratorio non deve mai essere accelerato ma sempre calmo e rilassato.

Entrare in acqua
Si puA? entrare col passo del gigante o di schiena. Il passo del gigante va effettuato guardando all’orizzonte, slanciando un piede in avanti mantenendo l’altro in appoggio e piegandolo e allungandolo in avanti.
Di schiena si entra sedendosi sul bordo e lanciandosi all’indietro con le gambe incrociate, mantenendo le gambe in posizione fino a quando si riemerge. E’importante tenere maschera, erogatore e equipaggiamento con le mani quando si entra in acqua perchA? l’urto potrebbe farli sfilare. Prima di entrare verificare che non ci sia nessuno sotto di noi, gonfiare il gav, tenere erogatore in bocca.

Equipaggiamento tecnico
E’composto da erogatore, erogatore di riserva, manometro, profondimetro, frusta gav, gav (giubbotto assetto variabile) o equilibratore, cintura con zavorra, bombola. Completano l’equipaggiamento il computer subacqueo, il coltello, la torcia e vari altri accessori.
Le bombole hanno un volume di 10-15 l e contengono aria compressa a 200 bar. Per la piscina si usano quella da 10 l, in mare quelle da 15l. Hanno un appoggio in plastica per attutire l’urto quando vengono appoggiate a terra. Alcune bombole hanno una retina per fissarle meglio al gav. Devono essere sottoposte a revisione dopo quattro anni e poi ogni due anni. Possono avere attacco ad int o din, il piA? diffuso e l’int.
L’erogatore A? composto da uno stadio primario che porta la pressione a 12-15 bar, una frusta e uno stadio secondario che porta la pressione a uno stato respirabile. Da effettuare controllo erogatore annualmente. L’erogatore d’emergenza, di solito di colore giallo, ha soltanto uno stadio secondario. La frusta del gav permette il collegamento gav-bombola. La cintura con zavorra permette di contrastare il maggior volume creato da bombola, gav, muta e di avere un assetto negativo. Il manometro ci indica la pressione della bombola e quanta aria c’A? rimasta, se scende sotto i 50 bar si deve riemergere. Per iniziare l’immersione la pressione deve essere 190-200 bar, se A? piA? bassa c’A? un problema. Quando la pressione A? a 100 bar si A? a metAi?? immersione, si inizia a tornare indietro. Vanno segnalati ai compagni il raggiungimento dei 100bar e dei 50bar.
Il GAV ha rivoluzionato il mondo della subacquea permettendo di mantenere un assetto neutro senza pinneggiare di continuo. Questo giubbotto si puA? gonfiare o sgonfiare di aria consentendo di cambiare l’assetto da negativo-positivo-neutro.


Montare l’equipaggiamento
Porre la bombola con l’occhiello che vi guarda, infilare la cinghia del gav nella bombola e mantenere quattro dita di distanza rispetto all’occhiello, stringere la cinghia, assicurarsi che la bombola non si muova sollevando il gav, avvitare lo stato primario alla bombola tenendo gli erogatori sulla sinistra (poi li avremo a destra), agganciare con l’innesto a baionetta la frusta al gav, aprire la bombola completamente e dare un quarto di giro all’indietro per un’ eventuale verifica che sia stata aperta la bombola, spurgare l’erogatore, controllare il manometro se segna 200 bar tenendolo lontano dagli occhi, sdraiare la bombola a terra per evitare che cada accidentalmente.
Queste operazioni vanno effettuate con un reciproco controllo con il compagno.
Conviene indossare la muta direttamente in acqua tanto non si sprofonda o almeno bagnarla.

Indossare il GAV
Rilasciare le cinghie degli spallacci, indossare il gav, allacciare tutte le chiusure frontali, stringere gli spallacci tirando il sinistro con la mano sinistra e il destro con la destra. Tenere le tre fruste sotto le braccia e raccolte nelle gambe, l’erogatore principale invece sopra la spalla destra. Le cinghie degli spallacci devono essere sempre chiuse e rilasciate prima di indossare il gav.

Indossare il GAV in acqua
Per indossare il gav direttamente in acqua: gonfiare il Gav, lanciarlo in acqua con spallacci chiusi e allentati, tuffarsi, sedersi sulla bombola come se si facesse il morto a galla e indossare il gav, stringere tutte le cinghie.

Indossare il GAV in spiaggia
Sulla sabbia A? molto importante evitare che entri sabbia nell’erogatore che altrimenti andrebbe in erogazione continua. Ci si fa aiutare da un compagno che ci solleva la bombola e si indossa il GAV. Le pinne vanno indossate dopo aver indossato la bombola.

GAV, funzionamento
Il gav serve a variare l’assetto da neutro a positivo o negativo. Presenta due pulsanti per gonfiare il gav o sgonfiarlo. Per sgonfiarlo si deve tenere il tubo in posizione sopra la testa. Per lo sgonfiaggio rapido si tira il tubo verso l’esterno o le apposite cordicelle. Per il gonfiaggio d’emergenza si puA? gonfiare a mano.

Svuotare l’erogatore dall’acqua
Se si togli l’erogatore dalla bocca quando si A? in immersione vi entra dell’acqua. Quando si rimette in bocca si deve soffiare o premere il pulsante di spurgo per far uscire questa acqua.

Aprire la bocca sott’acqua
Sott’acqua si puA? tranquillamente tenere la bocca aperta. L’acqua non entra per via della pressione.

Simulare perdita erogatore
Se mentre si nuota si perde accidentalmente l’erogatore ci si china verso destra e con un ampio movimento della mano lo si riporta nella zona visiva e poi lo si afferra tenendo le nocche verso l’esterno.

Uscire dall’acqua
Fino a 18 metri si puA? uscire dall’acqua quasi tranquillamente in qualsiasi momento. Una volta in superficie va tolta per prima cosa la zavorra, la maschera, si gonfia il gav, si slaccia uno spallaccio del gav e tutte le chiusure frontali poi con una spinta lo si leva dalla schiena, infine le pinne. Ovviamente i vari accessori vanno passati al barcaiolo o a persona a bordo dell’imbarcazione.

Smontare l’equipaggiamento
Si chiude la bombola, si spurga l’impianto per mezzo del pulsante di spurgo sull’erogatore, si svita lo stadio primario e l’innesto a baionetta, si toglie il gav, si svuota il gav dall’acqua sgonfiandolo, prima di rimettere la gomma di protezione allo stadio primario soffiare intensamente per evitare che vi rimangano gocce d’acqua che potrebbero rovinare l’erogatore.

Trasportare l’equipaggiamento
Il miglior metodo di trasportare l’equipaggiamento A? il cosiddetto pacco otto. Si apre il gav e si inizia a appoggiargli sopra la maschera racchiusa tra i due calzari nella parte superiore, poi si appoggia la muta, l’erogatore con lo stadio primario rivolto verso il basso e le pinne. Si chiama pacco otto perchA? composto da otto pezzi:gav, maschera, due calzari, muta, erogatore, pinne.

Segni muti
Sott’acqua si usano molti simboli come:ok, qualcosa non va, immergersi, emergere, gonfia il gav, sgonfia il gav, espira, inspira, fermo, camminiamo in quella direzione, bombola a 100bar, bombola a 50bar, mancanza d’aria ecc.

Variazione assetto-principio di Archimede
L’assetto puA? essere positivo, negativo o neutro. Quando si scende si deve gonfiare pian piano il gav per trovare un assetto neutro. Quando si sale si deve pian piano sgonfiare il gav e risalire pinneggiando. Questo perchA? se risaliamo gonfiando il gav il volume aumenta troppo per diminuzione della pressione e si ha una risalita incontrollata. La variazione di pressione determina il variare del volume. A una maggiore pressione il volume diminuisce, a pressione minore il volume aumenta. La pressione a livello del mare A? di un bar e aumenta di un bar ogni dieci metri. Quindi a 20 metri avremo una pressione relativa dell’acqua di 2 bar piA? la pressione dell’aria per un totale di 3 bar. Anche la temperatura agisce sulla variazione di pressione. Aumentando la temperatura aumenta la pressione. Per questo se lasciamo una bombola al sole il manometro segnerAi?? 220 bar ma basta immergere la bombola in acqua per pochi minuti per tornare a 200 bar. Attenzione se si lascia la bombola in macchina nel portabagagli sotto il sole per diverse ore potrebbe superare la pressione di collaudo ed esplodere.

Compensazione
Quando si scende di profonditAi?? la pressione aumenta e il volume diminuisce di 1/3, 1/4, ecc a seconda della pressione. Per ovviare a questo problema si deve compensare per mantenere il volume originario. La compensazione viene effettuata automaticamente nei polmoni e nei tessuti respirando con l’erogatore. PiA? si scende di profonditAi?? piA? consumiamo aria perchA? ogni atto respiratorio prende piA? di un litro d’aria per compensare la diminuzione di volume.
Per compensare nelle orecchie A? sufficiente tappare il naso e soffiare. Questa manovra va effettuata piA? di frequente entro i primi 10-15 metri.

Embolia gassosa arteriosa EGA
L’embolia gassosa deriva da un’ eccessiva dilatazione dei polmoni dovuta all’espansione dei gas polmonari, durante una risalita da un’immersione, a causa della diminuzione della pressione esterna. L’embolo gassoso generatosi nei polmoni puA? raggiungere le arterie cerebrali con conseguente perdita di coscienza. La causa principale di embolia gassosa A? dovuta a un subacqueo che trattiene il respiro durante una risalita da un ‘immersione anche a profonditAi?? di soli 2 metri. Quando si risale in superficie dopo un immersione non si deve mai restare in apnea, altrimenti i gas presenti nei polmoni si espandono e non potendo uscire dalle vie respiratorie provocano una dilatazione dei polmoni e si possono avere lacerazioni ai polmoni o embolia. L’EGA e l’MDD si curano con somministrazione d’ossigeno nei casi lievi e camera iperbarica (ricompressione) nei peggiori.

MDD, malattia da Decompressione, malattia dei Cassoni, malattia dei Sommozzatori
Il principio di Harry fa si che un gas sottoposto a pressione si scioglie nei liquidi. L’aria A? composta da 20% di ossigeno e 80% di azoto. Il corpo A? costituito in grandissima parte da acqua. Ecco perchA? l’azoto viene assorbito dai tessuti. Questo assorbimento di azoto si verifica per la pressione oltre i 12 metri di profonditAi??. Quando si risale dopo un’immersione l’azoto si libera dai tessuti in forma di bollicine ma se la risalita A? troppo veloce o se si supera il limite di non decompressione, non riesce a liberarsi e si formano bolle gassose nei tessuti o nei vasi sanguigni e si ha MDD, malattia da decompressione o malattia dei cassoni o malattia dei sommozzatori.
La velocitAi?? di risalita deve essere di 10-12 metri/minuto. Anche se a 18 metri di profonditAi?? e rimanendo nella curva di sicurezza non si dovrebbero avere problemi si effettua una sosta di sicurezza di tre minuti a tre metri di profonditAi??. Ci sono tabelle che stabiliscono i tempi massimi a cui si puA? rimanere a seconda della profonditAi?? (limiti di non-decompressione).

Avvertenze per dopo immersione
Una cosa importantissima da sapere A? che dopo un’immersione si deve aspettare un tempo di decompressione se si vuole andare ad altitudini superiori ai 400, 1000, 1500m. Il tempo puA? variare dalle 12 h alle 48h a seconda dell’immersione o per immersioni multiple o oltre la curva di sicurezza.

Zavorra
Per calcolare il peso della zavorra si tenga conto che in genere in assetto completo, muta 5mm, gav, bombola 15 l si deve calcolare un kg di zavorra per ogni 10 kg di peso. Ad esempio 7 Kg per 70Kg. Una prova per vedere se la zavorra A? giusta A? la pesata: sgonfiare il gav, prendere aria e rimanere in apnea. Si dovrebbe rimanere con l’acqua all’altezza degli occhi.

Richiamare attenzione con il suono
Se si vuole richiamare l’attenzione di un sub con un suono si tenga presente che tra la superficie e sott’acqua c’A? una barriera, quindi si dovrAi?? immergere ad esempio un coltello e sbatterlo contro la barca. In acqua la propagazione A? molto nitida.

Soccorrere compagno
Qualora il vostro compagno facesse il simbolo che indica mancanza d’aria si deve raggiungerlo velocemente e passargli l’erogatore di emergenza nel verso giusto. Poi si deve passare l’erogatore da destra a sinistra per avere piA? libertAi?? di movimenti. Nell’effettuare queste operazioni ci si deve tenere reciprocamente con i gav. Una volta soccorso il compagno ci si deve avvicinare alla barca pinneggiando in orizzontale. Raggiunta la barca ci si ferma, si ripassa l’erogatore di emergenza dalla parte destra, ci si tiene con la mano destra e si risale entrambi pinneggiando e sgonfiando il gav con la mano sinistra.

Risalita d’emergenza
Se si deve effettuare una risalita d’emergenza ci si deve comportare nel seguente modo: fare il segnale internazionale di mancanza d’aria, controllare se nelle vicinanze c’A? il nostro compagno o altro sub, se assente risalire pinneggiando buttando fuori l’aria, una mano va tenuta stesa davanti.
La risalita d’emergenza puA? essere agevolata sganciando la zavorra. In tal caso in prossimitAi?? della superficie si assume la posizione a paracadutista rovesciato per rallentare la velocitAi?? negli ultimi metri.