Visore Notturno

0
1122

Introdotti nella seconda guerra mondiale, i visori notturni, grazie alla continua ricerca da parte dei militari, sono divenuti man mano sempre piA? leggeri ed efficienti (i primi modelli pesavano 15Kg!). Oggi sono presenti quattro generazioni di nvg (night vision goggle). Quelli piA? diffusi ed economici (ca. 300ai??i??) sono della prima generazione, la quarta generazione A? ancora in fase sperimentale e per adesso rimane relegata allai??i??ambiente militare. Nemmeno la terza generazione A? di libera vendita, essa A? in dotazione alla polizia, alla guardia costiera e alla forestale. In ogni caso anche se il mercato fosse libero, i prezzi sarebbero di forte impedimento allai??i??acquisto di visori notturni di alta qualitAi??ai??i?? ben pochi infatti possono permettersi di spendere 10 mila euro!

I visori notturni prevedono due modalitAi?? di funzionamento: intensificazione dellai??i??immagine (utilizzabile solo in presenza di luce almeno crepuscolare) e infrarossi (funzionano a distanza limitata e richiedono una fonte di illuminazione infrarossa). Il primo funzionamento A? ai???passivoai??? e utilizza la luce lunare che viene catturata ed amplificata da un sensore molto sensibile, il suo limite A? che richiede una luce abbastanza forte ed A? assolutamente inutilizzabile in ambienti chiusi. Il secondo funzionamento, basato sugli infrarossi, produce unai??i??immagine piA? nitida ma solo fino a cinque metri (per sensori da 600ai??i?? della prima generazione). In ambienti chiusi con questa modalitAi?? attivata A? possibile perfino leggere un giornale nellai??i??oscuritAi?? piA? completa! Purtroppo perA? questo tipo di sensore A? ai???attivoai??? produce cioA? luce infrarossa che risulta molto brillante vista attraverso un altro sensore a infrarossi (e questa cosa A? pessima in ambiente militare perchA? rende facilmente individuabili dal nemico).

La differenza tra una generazione e lai??i??altra si nota parecchio, sia in termini di dettaglio e nitidezza, sia di distanza massima osservabile che in presenza di fonti luci ai???fortiai???. Con i visori di prima generazione lai??i??immagine A? sfocata, granulosa e deformata ai lati. Allai??i??esterno sono utilizzabili solo con luce abbastanza intensa (luna piena), e comunque non oltre i 50m. Inoltre in presenza di luci ai???fortiai??? lai??i??immagine diventa quasi completamente bianca, e se il visore non A? dotato di dispositivo di sicurezza puA? addirittura abbagliare.
Al contrario i visori di terza generazione permettono di vedere chiaramente anche a diversi chilometri di distanza in condizione di luce molto minore.

Attraverso questi visori le persone appaiono nettamente contrastanti rispetto al terreno, risaltano grazie ai vestiti che riflettono la luce infrarossa in modo particolare (sembrano brillare). A quattrocento metri di distanza, anche se si fatica a distinguere la figura di una persona la sua presenza appare immediata. Per questo motivo i militari utilizzano un trattamento speciale per le mimetiche che le fa confondere col paesaggio (capacitAi?? anti-ir).

Il funzionamento alla base di questi visori A? abbastanza semplice: viene emesso un fascio di luce infrarossa (invisibile allai??i??occhio umano) che, riflesso dallai??i??oggetto, viene catturato da un sensore (convertitore con fotocatodo) molto simile a quello presente nelle normali telecamere ma sensibile allai??i??infrarosso. Il fotocatodo, colpito dai fotoni della luce infrarossa, genera elettroni il cui numero dipende dallai??i??intensitAi?? della luce e dalla qualitAi?? del sensore. PiA? il numero di elettroni prodotti per fotone A? alto e maggiore sarAi?? la nitidezza dellai??i??immagine. Questo valore A? importantissimo e viene chiamato ai???guadagnoai??? del sensore.